Ciao a tutti,
Ho deciso di riprendere la buona abitudine di scrivere e condividere riflessioni pedagogiche; avevo iniziato ancora all’ università, con una rubrica intitolata “Dal diario di un’ educatrice in cammino”. E credo di voler continuare proprio così; perché, anche se ora ho tanti ruoli nuovi, nel profondo sono e resto un’ educatrice che sta camminando a fianco delle persone che incontra nel cammino.
Sono un’ educatrice di strada: cerco di portare i miei valori e le mie azioni educative in tutti i luoghi che frequento, non solo tra le mura del Micronido. E sono in cammino perché non si smette mai di imparare; osservo, mi formo, studio, cerco di migliorare.
E mi auguro che queste piccole riflessioni possano essere uno spunto per mantenere Cuori e Menti aperte e stimolare il pensiero e le azioni!
Buona lettura a tutti!
Dal diario di un’educatrice in cammino…6 febbraio 2026 (ovvero, ogni giorno dell’ anno) “Che il Cuore resti Bambino”
Il 6 febbraio abbiamo festeggiato la “giornata dei calzini spaiati”, la giornata dedicata alla sensibilizzazione sull’inclusività.
Ma una giornata dedicata a questo tema è sufficiente?
Qual’ è il senso di soffermarsi sulla giornata dei calzini spiaiati al nido?
Come si può parlare e narrare il valore dell’ inclusività? Del rispetto della diversità e dell’ unicità meravigliosa di ogni creatura a bambini e bambine che al massimo hanno 3 anni? I bambini e le bambine sono sempre inclusivi. O no?
Mah, vedete, a noi poco importa la performance. Non ci interessa fare un’attività apposita solo in questo giorno per poi guardare ai feed o ai like sui social.
Noi abbiamo a cuore la relazione. Rivolgiamo lo sguardo ad ogni singolo bambino e ad ogni singola bambina, in ogni momento della relazione di cura. E cercando di fermarci a guardare con il cuore, proviamo a rispettare sempre l’unicità di ciascuno. Sbagliando spesso, perché siamo adulti e a volte ci viene spontaneo mettere un freno alla vivacità innata di queste creature. A volte il “no” ci scappa di mano, e a volte la nostra postura si irrigidisce.
Ma ci proviamo, costantemente, a “guardare il mondo con gli occhi di un bambino”. E allora vedete, noi Ve lo diciamo questo piccolo segreto: festeggiare questa giornata serve a noi adulti. Perché il sistema che viviamo ci vorrebbe tutti uguali, fatti con lo stampino. E questa giornata è importante per permettere a noi stessi adulti di guardarci come guardano i bambini: con trasparenza. Loro vedono Bellezza e Meraviglia in tutto e in tutti. Non vedono carenze o difficoltà ma opportunità e conquiste. La logica della performance è un costrutto tutto adulto: la competizione non appartiene all’ essere bambino, il pregiudizio non esiste.
I bambini e le bambine sono massima espressione di Libertà ed è nostro dovere tutelarli in un mondo che va’ veloce e sembra non avere più tempo o desiderio di accogliere il passo unico di ciascuna persona, che ha un suono unico per ogni persona.
La giornata dei calzini spaiati serve a noi adulti per guardarci e chiederci: io come mi pongo davanti all’ altro? Come lo guardo e cosa vedo? Ma aspetta … Lo guardo? Lo vedo? Davvero? O non mi accorgo neanche di cosa mi sta difronte? Di chi cammina al mio fianco?
Questa giornata serve a noi adulti per togliere le etichette e riconoscere che ciò che ci sta davanti non può mai essere ridotto soltanto ad una scatola chiusa, ad un’idea sterile, ad una diagnosi. I bambini e le bambine sono creature in divenire. Liberi. Massima possibilità di espressione, di scoperta, di esplorazione. Sono preziosi. L’ infanzia è purezza, innocenza, bellezza. Da proteggere perché possa illuminare tutte le fasi della vita e perché aiuti noi adulti ad essere migliori.
E allora oggi, anche se questi bambini e queste bambine non ne capiscono appieno il significato, vista la loro età, abbiamo scelto di indossare tutti dei calzini spaiati. Per ricordarlo a noi adulti. Per aiutarci a togliere le maschere che la società ci ha cucito addosso e provare a guardare gli altri con il Cuore un po’ più aperto. Come ci insegnano i bambini e le bambine.
Noi siamo le educatrici di questi bambini e bambine? Sì, sì. Per il mondo è così. Ma sono loro ad educare noi. E vivere il nostro tempo con loro è un privilegio. Da curare e custodire. Con il cuore. Con la Speranza di essere adulti migliori. Se il Cuore resta Bambino.


